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Mòfǎ
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mwawMòfǎ (末法, mwbakanji: mwbqMappō, mwbgsanscrito: mwbwsaddharma-vipralopa (qui inteso come "scomparsa del vero Dharma", in tibetano: mwcadam pa'i chos rab tu rnam par 'jig pa) è un termine buddista cinese che indica gli mwcqultimi giorni della Legge di Shakyamuni secondo alcune dottrine che dividono la diffusione del mwcgDharma in «tre epoche e cinque periodi di cinquecento anni del Dharma» (三時, mwcwpinyin: mwdasānshí, mwdqgiapponese: mwdgsanji, mwdwsanscrito: mweatrikāla).

• Epoca del vero Dharma (正法, mwewpinyin: mwfazhèngfǎ, mwfqkanji: mwfgShōhō, mwfwsanscrito: mwgasad-dharma): quando sono presenti gli insegnamenti del mwgqBuddha Shakyamuni, che vengono messi in pratica consentendo di realizzare l'"mwggilluminazione", una prima era di due periodi che durano due volte cinquecento anni.

• età o periodo dell'illuminazione (解脱堅固, pinyin: jiětuō jiāngùmwhq ; mwhggiapponese: gedatsu kengo)
• età o periodo d’elle meditazione (禅定堅固, pinyin: chándìng jiāngùmwia ; mwiqgiapponese: zenjō kengo)

• Epoca del Dharma contraffatto (像法, mwiwpinyin: mwjaxiàngfǎ, mwjqkanji: mwjgZōhō, mwjwsanscrito: mwkasaddharma-pratikṣepa): quando gli insegnamenti del Bouddha Shakyamuni sono presenti, alcuni li mettono in pratica ma nessuno riesce a realizzare l'"mwkqilluminazione" tramite l’insegnamento formale della Legge: un'altra epoca di due periodi che durano due volte cinquecento anni.

• età o periodo della lettura, della recitazione e dell'ascolto (読誦多聞堅固, pinyin: sòngduōwén jiāngùmwla ; mwlqgiapponese: dokuju tamon kengo)
• età o periodo della costruzione di templi e stupà (多造塔寺堅固, pinyin: duōzào tǎsì jiāngùmwlw ; mwmagiapponese: tazō tōji kengo)

• Epoca della fine della Legge (di Shakyamuni) o era della fine del Dharma (末法, pinyin: mòfǎ; mwmgkanji: mwmwMappō), un’ultima epoca che inizia con il periodo dell'età del conflitto (闘諍堅固, pinyin: zhēng jiāngù; mwnagiapponese: tōjō kengo): quando gli insegnamenti del mwnqBuddha Shakyamuni sono presenti, ma nessuno li mette in pratica e nessuno realizza l'"mwngilluminazione".

Tre veleni sono responsabili: orgoglio, avidità e ignoranza. Quelli che guidano le persone.

Questa concezione del mwoqDharma diffuso in modo diverso in tre epoche risale, nella mwogCina del VI secolo all'opera del patriarca mwowTiāntái (天台宗), mwpaHuìsī (慧思, 515-577) il mwpqNányuè Sī dà chánshī lìshì yuànwén (南嶽思大禪師立誓願文, "Voto di [Hui]Sī grande maestro di dhyāna di Nányuè", al mwpgT.D. 1933) composta nel 558.

Pressoché contemporaneamente giunsero in mwqaCina due opere indiane, il mwqqmwqgMahāsaṃnipātasūtra cite-ref-1[1] tradotto, per quanto attiene alla sezione pertinente i Tre epoche del Dharma, da Narendrayaśas, a cui probabilmente l'opera di mwrwHuìsī faceva riferimento, cfr. nota più sotto.

Queste due operecite-ref-2[2] affermano l'idea di tre epoche e cinque periodi per il mwtqDharma buddista citando le molte cause del progressivo declino del Buddismo tra cui indicavano: la violazione dei mwtgprecetti, le discussioni sul ruolo delle mwtwmonache, la rivalità tra le mwuascuole, il dare importanza più alle parole che agli insegnamenti in esse contenuti, la corruzione nei monasteri e le devastazioni provocate nei monasteri del mwuqGandhāra da parte delle invasioni degli mwugUnni bianchi nel corso del VI secolo.

I monaci profughi indiani erano sinceramente convinti della fine del mwvaDharma buddista di Gautama Buddha. Già prima del VI secolo erano comparsi mwvqsutra indiani che affermavano un progressivo declino del mwvgDharma buddista (vi sono dei riferimenti in merito anche negli mwvwmwwaĀgama-Nikāya) ma nessuno era impregnato del pessimismo dei mwwqsutra a cui si riferì mwwgHuìsī.

Il fatto che quasi contemporaneamente in mwxaCina si scatenò una dura persecuzione anti-buddista da parte della dinastia degli mwxqZhou Settentrionali (574-77) sembrò confermare l'esistenza del periodo di mwxgmòfǎ.

Ciò provocò la diffusione di due scuole buddiste che fecero della dottrina del mwyamòfǎ uno dei temi cruciali del proprio insegnamento: la scuola Sānjiē (三階教, mwyqSānjiē jiào) fondata da Xìnxíng (信行, 540-593) e la scuola mwygJìngtǔ (淨土宗, mwzaJìngtǔ zōng, fondata con il monaco Tánluán).

In mwzgCina si diffusero presto anche quattro cronologie sull'interpretazione dei «tre epoche e cinque periodi del Dharma» le quali partivano tutte dalla data del 949 a.C., considerata la data (errata) della morte del mwzwBuddha Śākyamuni secondo le credenze cinesi. La prevalente tra queste cronologie voleva che il periodo di mwaamòfǎ durasse diecimila anni dopo cinquecento anni di mwaqvero Dharma e mille anni di "Dharma contraffatto", quindi la data di inizio del mwagmofa, secondo questa cronologia, è il 549 d.C.

Da notare che in mwbaGiappone si diffuse invece la credenza secondo la quale anche se il mwbqmappō doveva durare diecimila anni, l'era del mwbgvero Dharma durava mille anni esattamente quanto quella del "Dharma contraffatto", così che l'era mwbwmappō si avviava a partire dal 1049.

Dagli scritti di mwcqNichiren, l’espressione mwcgkosen rufu appare nella traduzione cinese del ventitreesimo capitolo del mwcwSutra del Loto, dal titolo "Precedenti vicende del bodhisattva Re della medicina": «Dopo la mia estinzione, nell’ultimo periodo di cinquecento anni, dovrai diffonderlo in tutto Jambudvipa e non permettere mai che la sua diffusione sia interrotta».

Una seconda differenza tra mwdqCina e mwdgGiappone sul concetto del mwdwmòfǎ-mappō è che mentre le scuole buddiste cinesi consideravano tale credenza senza attribuirgli un ruolo preminente ai fini dell'insegnamento e della pratica, in mweaGiappone tale concezione finì per avere un sapore "millenaristico" che coinvolse insegnamenti e pratiche diffusi pressoché in tutte le scuole, con particolare riguardo alle scuole mweqTendai, del mwegbuddismo Nichiren, del mwewbuddismo della Terra Pura e del mwfabuddismo Zencite-ref-3[3].

Contents

Note

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Note

cite-note-11. Conservato nel Canone buddista cinese nello Dàjíbù (vol.13) con il titolo di mwiaDàjí jīng (大集經, giapp. mwiqDaijikkyō), in 60 fascicoli (al T.D. 397). I primi 26 fascicoli e i fascicoli 31, 32 e 33 furono tradotti da Dharmakṣema. I fascicoli dal 27 al 30 furono tradotti da Zhìyán (智嚴) e Bǎoyún (寶雲). I fascicoli dal 34 al 58 furono tradotti da Narendrayaśas (那連提黎耶舍). I fascicoli 59 e 60 furono tradotti da Ān Shìgāo (安世高). Un'ulteriore versione cinese fu tradotta da Jñānagupta nel 594 con il titolo 大方等大集賢護經. Secondo la tradizione, fu predicato dal Buddha Śākyamuni tra i suoi 45 e 49 anni di età ad un'assemblea di Buddha e Bodhisattva giunti da ogni direzione. Possiede toni apocalittici ed è uno dei primi sutra che introduce elementi del Buddismo Vajrayāna ricco come è di mantra e dhāraṇī.
cite-note-22. Per quanto attiene al mwjqMahāsaṃnipatasūtra il riferimento testuale è nel mwjgCandragarbhasūtra ovvero in quella parte del mwjwMahāsaṃnipatasūtra tradotta da Narêndrayaśas in dieci rotoli, T.D. 397.13.233–380, che va sotto il nome di 大集月藏經 mwkqDàjí yuèzàng jīng, giapp. mwkgDaishū getsuzō kyō. È conosciuto anche come mwkwCandragarbhaparipṛcchā 月藏分 in tibetano mwlaZla ba'i snying pos zhus pa'i mdo.
cite-note-33. Recognition of the advent of mappō was thus a decisive factor in the formation of the major schools of Japanese Buddhism in the thirteenth century — Jōdo, Jōdo Shin, Nichiren (1253), and Zen — and even affected the earlier schools founded during the Nara (710–784) and Heian (794–1185) periods. Taitetsu Unno in mwmaEncyclopedia of Religion. 2ed. NY, MacMillan, 2005 pag.5686

Bibliografia

• Taitetsu Unno. mwnqMappō in mwngEncyclopedia of Religion, Vol.8. 2ed. NY, MacMillan, 2005.
• Yamada Ryujo. mwoaDaijo bukkyo seiritusuron josetsu. Kyoto, 1959, pagg. 567–592.
• Jamie Hubbard. mwogMo Fa, the Three Levels Movement, and the Theory of Three Periods. mwowJournal of the International Association of Buddhist Studies 19, n° 1, 1996, 1–17.
• Jackie Stone. mwpqSeeking Enlightenment in the Last Age: Mappo Thought in Kamakura Buddhism. mwpgEastern Buddhist 18, n°1, 1985, 28–56.
• Michele Marra. mwqaThe development of mappō thought in Japan (I), Japanese Journal of Religious Studies 15 (1), 25-54, 1988
• Michele Marra. mwqgdevelopment of mappō thought in Japan (II), Japanese Journal of Religious Studies 15 (4), 287-305, 1988
• Eric Zürcher, Eschatology and Messianism in Early Chinese Buddhism, Leiden: Leyden Studies in Sinology 1981

Voci correlate

• mwuqTerra Pura
• mwuwHuìsī
• mwvqZhìyǐ
• mwvwNichiren
• mwwqSaichō

Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) mappō, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.